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Leggende metropolitane: “acido lattico… cose da non credere…”

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Durante lo svolgimento di un’attività motoria anaerobica, ovvero di un lavoro ad elevata intensità, identificabile con un livello pulsatorio cardiaco superiore a 120p/m, la via metabolica che ci consente di produrre l’energia necessaria ad effettuare detta attività comporta inevitabilmente la produzione di Acido Lattico.
Insistendo nella prosecuzione del lavoro anaerobico questa molecola continuerà ad essere prodotta e si accumulerà fino ad impedire di fatto la continuazione dell’attività, costringendoci ad interromperla o a ridurne decisamente l’intensità.
A questo punto occorre capire come viene eliminato l’Acido lattico.
Semplicemente respirando, l’ossigeno contenuto nell’aria eliminerà completamente l’Acido lattico in un tempo compreso tra le due e le tre ore.
Ma, allora, i dolori muscolari che a volte si accusano trascorse 24/48 ore dopo avere effettuato un’attività motoria a cosa sono dovuti?
Certamente non all’Acido lattico, dal momento che dopo un tale lasso di tempo non ne sarà rimasta traccia.
Possono invece essere imputati a microtraumi fisiologici dovuti al catabolismo muscolare, un normale fenomeno di “distruzione” di strutture del muscolo che precede la fase di anabolismo, ovvero la fase di ricostruzione del muscolo a seguito dello stimolo allenante ricevuto dall’attività motoria.
Una ulteriore osservazione può derivare anche dal fatto che chi esegue un’attività decisamente aerobica, dove non è assolutamente possibile che avvenga produzione di acido, lattico potrà provare gli stessi dolori post allenamento.